Pubblicato in: diario di viaggio, unlearning

#UnLearning per un anno: Perchè prendersi un anno sabbatico

Il tanto ideale anno sabbatico, che molti desiderano e che quasi nessuno osa concedersi, è stata la mia vita dall’ agosto 2016 e sarà la mia vita fino a settembre 2017. Molti lo temono per paura di perdere un certo ritmo o un certo senso della vita e allo stesso tempo sognano ore di ozio passate in una vasca idromassaggio, massaggiati da bolle, schiuma e sali paradisiaci. L’attenzione poi ritorna al lavoro, allo studio e alle tonnellate di responsabilità date da uno stile di vita fine all’utilità delle cose e di se stessi.

Vivere un anno sabbatico dopo la tanto temuta maturità non è stato “utile” ma piuttosto “essenziale”. Per quanto prima potessi avere delle passioni, nell’ effettivo passavo la mia intera esistenza serva dell’ utile. Mi spiego meglio: sveglia alle 6.30, doveri scolastici, pranzo, compiti, cena, dormita, sveglia alle 6.30 e così via in un circolo vizioso di cui non mi rendevo nemmeno conto e di cui, forse, andavo pure fiera. In un riassunto la mia vita era come quella di tanti e avrei continuato a vivere in questa cieca ripetizione per sempre se non fosse stato per il tanto mitico anno sabbatico.

Quando ci si sveglia al mattino, piuttosto tardi, e non si sà cosa fare perchè non esiste alcun dovere o alcun impegno che ci obbliga ad alzarci, è il paradiso. Questo però accade se si lavora o si studia e ci si rilassa il fine settimana. Quando invece si passa un anno intero a vivere il “lusso” di non avere impegni ci si inizia a porre qualche domanda ed è quello che è successo alla mia vita.

Ammetto che non è sempre facile e riprendere il ritmo non sarà altettanto facile ma ciò mi ha permesso di vivere per l’essenziale e non per l’utile. Mi ha permesso di domandarmi che stimoli ci fossero nella mia esistenza al di là degli impegni pratici, che una società che pensa solo a ciò che è utile al commercio e alla società stessa non mi potrà mai chiarire. Solo quando si resta soli con se stessi si può veramente ascoltare i propri bisogni e desideri, in quanto umani individui e non semplicemente scolari e lavoratori.

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Ho passato un anno a studiare i miei sogni e a trasformarli in obbiettivi con progetti di vita precisi. A capire che ruolo voglio avere nella società senza essere però passiva, come invece avrei fatto senza l’anno sabbatico. Mi sarei iscritta a qualsiasi facoltà senza capirne motivi e conseguenze, avrei intrapeso una carriera che non mi avrebbe soddisfatta, sarei diventata una 40enne frustata incapace di relazionarmi con me stessa e con gli altri, lontana dal mio vero centro.

Oggi invece so cosa voglio, so perchè lo voglio e so come lo voglio, non vivo di sogni nel cassetto ma di ambizioni; non vivo di speranza ma di determinazione. Comunque andrà la mia vita, sarò sempre centrata sul mio desiderio individuale e non vivrò serva della società e dei suoi interessi. Le sarò sicuramente utile, ma sarò sempre connessa all’ “essere”, come disse E.Fromm, e alla mia personalissima felicità. Esistono persone felici, non sono di certo ideali monaci completi in se stessi, ma piuttosto sono individui connessi tanto al loro desiderio, quanto al desiderio della società; nell’ ottica di lasciare un segno nella società stessa e di migliorarla. “Siate Affamati e Folli” disse Steve Jobs.

Non ambisco di certo a diventare uno sciacallo della tecnocracy ( come jobs di cui il cognome dice tutto), sebbene spiare le loro tecniche sia piuttosto utile ed “essenziale”.
Voglio riscoprire un’educazione consapevole e che punti all’essere e ai bisogni, all’ indipendenza e all’ ambizione dell’ individuo fin dai primi anni di vita sempre in un ottica di cooperazione e non di concorrenza tra ambiziosi. L’ambizione come possibilità individuale e collettiva e non come sfogo egoistico nello stile Sylicon Valley.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza un anno sabbatico, senza la presa di consapevolezza delle mie carenze e delle mie possibilità. Senza un’opera di #UnLearning ( ho dis-imparato tutto ciò che la società mi ha insegnato!) L’indipendenza è un mio obbiettivo personale che vuole diventare collettivo anche grazie al mio andare a tentoni nel cammino verso la mia indipendenza e sono sicura che se chiunque di voi si concedesse una pausa di respiro potrebbe davvero trasformare i suoi problemi in soluzioni. Allora, che aspettate!

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Autore:

Sono uno spirito libero un po' stravagante che agisce per passione e che condivide le sue passioni attraverso il mondo del Web. Questo blog nasce perchè "L'unica vera Conoscenza si genera dalla passione per il Grande Libro del Mondo"

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